Bitcoin: Crollo, Liquidazioni e Cosa C’è da Aspettarsi?

By Coinsider.it · 8 Febbraio 2026

La recente flessione del Bitcoin ha attirato l’attenzione del mercato con una repentina discesa sotto i 65.000 dollari, raggiungendo un test critico nella zona dei 60.000 dollari. Questo movimento ha agito come uno stress test, che il mercato sembrava aver rimandato, e la sua intensità ha reso difficile attribuire la causa a fattori singoli e isolati. La performance settimanale del Bitcoin è stata descritta come la peggiore dal termine del 2022, attirando anche l’attenzione dei media mainstream.

Fattori di Capitulation e Indicatori di Mercato

Sebbene ci sia stata la tentazione di considerare questo episodio come una forma di “capitolazione”, è importante riconoscere che i mercati raramente offrono risposte chiare e definitive. Invece, ci forniscono vari indicatori: le liquidazioni forzate di posizioni con leva, i picchi negli indici di rischio, i flussi di capitale in entrata o in uscita che variavano, e le dinamiche on-chain che dimostrano se i nuovi investitori stanno vendendo in perdita.

Il Contesto Cross-Asset

Un elemento fondamentale nella comprensione di questo crollo è il contesto cross-asset, il quale ci aiuta a capire perché le criptovalute si sono comportate come un asset ad alto rischio. Nei giorni precedenti, i mercati azionari avevano mostrato un netto orientamento risk-off, con un calo significativo del Nasdaq 100 e dell’S&P 500. In contemporanea, l’indice VIX, che misura la volatilità, ha registrato un incremento del 33%. Tali movimenti hanno creato una situazione di bassa liquidità, rendendo più costosa la leva finanziaria, proprio quando le posizioni speculative diventano più vulnerabili.

Liquidazioni Forzate e Leva Finanziaria

Il calo del Bitcoin sembra essere collegato al disfacimento di posizioni speculative e alla debolezza manifestata da altri asset rischiosi. Per assistere a un vero e proprio “washout”, è necessario che il mercato sia affollato, la liquidità scarsa e che alcuni venditori siano costretti a liquidare le proprie posizioni. In questa fase, le liquidazioni hanno superato i 3,3 miliardi di dollari, indicativa di attività forzate in un contesto di declino generale. La dinamica di queste liquidazioni offre importanti indizi riguardo la salute del mercato, evidenziando segnali di una riduzione della leva e una compressione dell’open interest.

Impatti sugli ETF di Bitcoin

Un ulteriore fattore significativo è rappresentato dall’andamento dei fondi ETF (Exchange Traded Funds) che investono in Bitcoin. Questi ETF fungono da collegamento tra il sentiment della finanza tradizionale e la domanda di criptovalute. Nel mese di gennaio, gli ETF Bitcoin hanno subìto deflussi per oltre 3 miliardi di dollari, contribuendo alla persistenza della debolezza nel mercato. Durante il periodo dal 20 gennaio al 5 febbraio, sono stati registrati deflussi netti per 3,5 miliardi di dollari.

Analisi On-Chain e Indicatori di Perdita

Dal punto di vista on-chain, un indicatore critico è rappresentato dal Short-Term Holder SOPR (Spent Output Profit Ratio), il quale monitora se le monete trasferite dai detentori a breve termine vengono vendute in profitto o in perdita. Le recenti analisi mostrano che il SOPR è sceso a circa 0,93, segnalando che sempre più acquirenti recenti stanno incorrendo in perdite. Inoltre, la quota di offerta in profitto ha subito una significativa diminuzione, indicando un crescente numero di investitori in territorio negativo.

Conclusioni e Prospettive Future

In conclusione, la recente flessione del Bitcoin ha stretto il legame tra le criptovalute e il più ampio movimento risk-off nei mercati azionari, innescando vendite forzate legate alla riduzione della leva finanziaria e manifestando anche flussi netti negativi negli ETF. La presenza di detentori a breve termine in perdita ha incrementato la diminuzione della quota di offerta in profitto.

È fondamentale ora monitorare i segnali che seguono un washout duraturo, come il rapido calo dei volumi di liquidazione, la stabilizzazione degli open interest e il mantenimento di bassi rate di funding. Superare la soglia dei 70.000 dollari dovrà essere interpretato con cautela e non come una certezza definitiva. La vigilanza su flussi negli ETF, l’intensità delle liquidazioni e il comportamento del Short-Term Holder SOPR sarà cruciale per un’analisi accurata dei prossimi sviluppi del mercato e per evitare di giungere a conclusioni premature.