L’Europa non dovrebbe rinunciare all’apertura economica, ma rafforzare la resilienza necessaria a sostenerla. È la posizione espressa dal vicepresidente della Banca centrale europea, Boris Vujčić, il 2 novembre a Dublino, alla conferenza sul sistema finanziario organizzata dalla Central Bank of Ireland.
Vujčić ha descritto l’Irlanda come un’economia molto aperta e integrata nei mercati europei e globali. Ha osservato che un cambiamento nella politica commerciale statunitense o una svolta nei flussi globali di capitali può ripercuotersi rapidamente sull’economia irlandese. Lo stesso, su scala più ampia, vale per l’Unione europea.
Nel discorso, Vujčić ha affermato che gli shock geopolitici sono sempre più frequenti e incidono direttamente su crescita e inflazione; possono inoltre minacciare la stabilità finanziaria. Ha citato le gravi perturbazioni dei mercati energetici causate dalla guerra russa contro l’Ucraina e dal conflitto in Medio Oriente. Ha inoltre richiamato l’incertezza legata ai dazi, la ridirezione dei flussi commerciali globali e le restrizioni alle esportazioni di tecnologie critiche e materie prime.
La questione, ha detto, è come mantenere i vantaggi di un’economia aperta in un mondo più incerto e sempre più influenzato dalla geopolitica. La sua risposta è rafforzare la resilienza, non ritirarsi dall’apertura.

