Trump fa crollare Bitcoin con post su Truth Social.

By Coinsider.it · 22 Marzo 2026

Il Bitcoin ha registrato un improvviso calo del 2,8% durante le ore notturne, in seguito a un post del Presidente Donald Trump su Truth Social. In questo post, Trump ha minacciato di “cancellare” le centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non venisse riaperto entro 48 ore.

Movimenti di Prezzo del Bitcoin

La criptovaluta ha visto il suo valore scendere da circa 70.400 dollari a 68.200 dollari, con un parziale recupero che l’ha portata a 69.500 dollari. Alla fine, il Bitcoin si è stabilizzato attorno ai 68.700 dollari. Questa fluttuazione riflette un chiaro legame con eventi geopolitici attuali, che hanno influito sulle aspettative del mercato, precedentemente orientato verso uno scenario meno aggressivo.

Reazioni al Post di Trump

Il post di Trump ha un impatto amplificato dal fatto che, meno di 24 ore prima, si parlava di una possibile diminuzione delle tensioni nel conflitto. Sebbene ciò non implicasse un cessate il fuoco, aveva contribuito a una riduzione della percezione di rischio in merito a un’escalation immediata. Tuttavia, l’ultimatum del presidente e la minaccia diretta alle infrastrutture iraniane hanno rapidamente cambiato questo scenario.

Il Futuro del Mercato del Bitcoin

Questa situazione solleva interrogativi sull’eventualità che si tratti di una fluttuazione temporanea o di un cambiamento sostanziale nel mercato. Negli ultimi quindici giorni, il Bitcoin aveva mostrato una maggiore stabilità rispetto ai recenti sviluppi bellici e aveva sovraperformato altre asset class, nonostante un iniziale sell-off. Alcune analisi avevano persino suggerito che le criptovalute stavano fungendo da rifugio contro l’incertezza geopolitica legata all’Iran.

Analisi Tecnica e Dominanza del Bitcoin

Il Bitcoin si era consolidato in un intervallo compreso tra 62.800 e 72.600 dollari, mostrando continui fallimenti nell’assorbire il livello di 70.000 dollari. La caduta da 70.400 a 68.200 dollari è significativa, in quanto ha riportato il prezzo sotto una soglia che avrebbe dovuto essere superata stabilmente. Sebbene non si tratti di un vero e proprio breakout, il mercato ha comunque vissuto un test importante.

La dominanza del Bitcoin si attesta intorno al 58%, mentre gli investitori istituzionali tendono a focalizzarsi su titoli a grande capitalizzazione. L’interesse aperto delle opzioni ha superato quello dei futuri perpetui, suggerendo che i trader optano per strategie protettive in un contesto di deleveraging.

Prospettive Future

Se il post di Trump dovesse rivelarsi l’inizio di una nuova escalation, piuttosto che una minaccia isolata, il Bitcoin non ha bisogno di complicate teorie macroeconomiche per subire ulteriori flessioni. Sarebbe sufficiente che il mercato determinasse un aumento dell’instabilità legata al conflitto.

In caso contrario, la chiave sarà il Bitcoin capace di ristabilire la soglia di 70.000 dollari dopo l’impatto del post. Se ci riuscisse, il calo apparirebbe come un rifiuto temporaneo, dettato da dinamiche geopolitiche. Altrimenti, l’attenzione si sposterà nuovamente verso la parte inferiore dell’intervallo di prezzo e la questione della reale solidità della ripresa del mercato.

Conclusione

In conclusione, il post di Trump ha agito come un catalizzatore, costringendo il mercato a riconsiderare immediatamente le sue previsioni riguardanti l’escalation geopolitica. Il calo del 2,8% dimostra quanto rapidi mutamenti nella posizione della Casa Bianca possano destabilizzare il Bitcoin. Sebbene non ci sia stata una rottura strutturale del mercato, nemmeno il Bitcoin ha raggiunto il livello necessario per ignorare tali scosse geopolitiche. Mentre il mercato ha intrapreso un percorso di recupero, resta da vedere se otterrà una piena accettazione.