Bitcoin e Hormuz: Perché è rimbalzato?

By Coinsider.it · 7 Marzo 2026

La ripresa di Bitcoin avvenuta il 4 marzo è un fenomeno che merita attenzione, soprattutto nel contesto di un mercato influenzato dal crollo degli asset di rischio. In quel periodo, il prezzo del petrolio ha mostrato un incremento notevole, mentre le compagnie di assicurazione marittima stavano rivedendo le loro tariffe in risposta a rischi geopolitici. Lo Stretto di Hormuz, punto cruciale per il transito di petrolio, è diventato un soggetto di preoccupazione, alimentando sentimenti di crisi.

Nonostante il forte ribasso subito nei giorni precedenti, Bitcoin ha riacquistato vigore, collocandosi nuovamente attorno ai 70.000 dollari, un livello che ha dimensionato il mercato per diverse settimane. Questo rimbalzo può essere attribuito a due fattori principali.

Influenza delle Macroeconomie

Un primo aspetto da considerare è l’impatto diretto degli eventi macroeconomici. In momenti di shock nel Medio Oriente, i mercati tendono ad assorbire rapidamente l’aumento dei costi energetici, l’inefficienza delle catene di approvvigionamento e altre ripercussioni negative. Gli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, e le contro-ripercussioni nel Golfo Persico, hanno provocato interruzioni significative nello Stretto di Hormuz, scatenando un’onda d’urto di tipo energetico. L’aumento delle tensioni ha fatto lievitare i costi di assicurazione per il rischio di guerra e i noli marittimi, contribuendo all’impennata dei prezzi di petrolio e gas.

Il Ruolo dei Derivati

Il secondo fattore è connesso al mercato dei derivati, in particolare alle opzioni. Sebbene non sia l’unica ragione della ripresa, i derivati spiegano perché Bitcoin possa subire un ribasso dopo uno shock e poi tornare a una fascia di prezzo nota, anche in un contesto di mercato nervoso. Le opzioni in particolare influenzano la dinamica, poiché i flussi di copertura possono spingere il prezzo verso zone affollate di strike. Mentre lo shock macroeconomico ha fornito l’innesco, il mercato delle opzioni ha reso il terreno fertile, rappresentato in questo caso dalla soglia dei 70.000 dollari.

Il Significato dello Stretto di Hormuz

Lo Stretto di Hormuz rappresenta una via di transito fondamentale non solo per il petrolio ma per l’intero commercio globale di hidrocarburi. Nel 2024, circa 20 milioni di barili di petrolio transitano quotidianamente in questo canale, corrispondenti a circa il 20% del consumo mondiale. Quando le condizioni in quest’area si deteriorano, il mercato ricalcola i costi legati alla logistica, alle assicurazioni e all’effettiva capacità di esportazione.

Tra il 28 febbraio e il 4 marzo, la guerra in Iran ha avuto un forte impatto sul mercato petrolifero, causando uno degli shock più significativi degli ultimi decenni. Gli attacchi e le rappresaglie hanno messo a rischio le esportazioni dalla più importante regione produttrice di petrolio al mondo. Con il traffico nel canale di navigazione interrotto, i costi di spedizione sono aumentati drasticamente, e molte compagnie assicurative hanno smesso di fornire copertura o hanno ampliato le aree di rischio, anche costringendo alcune navi a deviare verso rotta alternative.

Risposta del Mercato a Shock Macroeconomici

La risposta iniziale di Bitcoin a un evento macroeconomico tende a manifestarsi attraverso una serie di liquidazioni. Questo accade perché Bitcoin, essendo un asset scambiato continuamente, consente ai trader di ridurre velocemente la propria esposizione svendendo i beni a disposizione. Infatti, dopo gli attacchi del fine settimana, si stima che quasi 1 miliardo di dollari sia stato liquidato nel mercato di Bitcoin. Questa dinamica è rappresentativa di una narrazione macroeconomica: in seguito a uno shock, il BTC viene venduto rapidamente.

Tuttavia, il motivo per cui Bitcoin si è ripreso più rapidamente rispetto ad altri asset rimane un elemento cruciale da analizzare. Qui entra in scena il mercato delle opzioni, che ha accumulato rilevanza tale da esercitare un’influenza notevole sui prezzi.

La Dinamica del Mercato delle Opzioni

Le opzioni sono caratterizzate da una terminologia complicata, il che spesso le rende trascurabili nei frangenti di shock macroeconomici. Tuttavia, le opzioni legate a Bitcoin hanno assunto un peso tale da generare una forza gravitazionale sul mercato. Le grandi istituzioni, detentrici di ingenti esposizioni in opzioni, devono gestire le proprie posizioni di copertura a seguito di ogni minimo movimento di prezzo.

La “gamma” è un indicatore chiave in questo contesto, misurando quanto velocemente la sensibilità di un’opzione cambia in base alle fluttuazioni del prezzo dell’asset. Un’alta gamma significa che anche piccole variazioni del prezzo di Bitcoin possono indurre significativi aggiustamenti nei portafogli di copertura. Durante il periodo di attesa per le scadenze delle opzioni, si verifica un’intensificazione dell’attività di trading.

Le Prossime Scadenze e Implicazioni per il Mercato

La scadenza del 27 marzo appare particolarmente cruciale, con circa 111.700 call e 74.970 put per un’esposizione nozionale che supera i 13 miliardi di dollari. L’open interest per le opzioni BTC è aumentato, portando i trader a un comportamento più concentrato man mano che la data si avvicina e le scadenze si accumulano.

Ciò comporta che il corridoio di strike intorno ai 70.000 e 75.000 dollari si comporterà come una sorta di binario. Sebbene il prezzo continui a fluttuare e le notizie restino rilevanti, il mercato si trova a facecolare con concentrazioni di rischio sempre più definite.

Lo shock relativo al petrolio ha alimentato la volatilità, mentre il mercato delle opzioni ha influito sulla dinamica di prezzo durante questa fase di recupero. Dal 28 febbraio al 4 marzo, è evidente una sequenza ben delineata di eventi che ha guidato i mercati, sottolineando l’importanza della connessione tra le variabili macroeconomiche e i complessi meccanismi delle opzioni.