Circle ha pubblicato i risultati finanziari per il quarto trimestre, mettendo in luce un incremento significativo delle sue operazioni. La circolazione di USDC ha mostrato una crescita del 72% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un totale di 75,3 miliardi di dollari. I ricavi ottenuti dalle riserve sono aumentati del 69%, mentre l’EBITDA rettificato ha registrato una crescita di cinque volte.
Tuttavia, un’analisi più approfondita dei dati rivela un quadro più complesso. Pur generando rendimenti, Circle è costretta a trasferire gran parte di questi agli intermediari che gestiscono l’accesso degli utenti ai servizi.
Ricavi e Costi di Distribuzione
Nel quarto trimestre, Circle ha dichiarato entrate dalle riserve per un totale di 733,4 milioni di dollari. Tuttavia, 460,6 milioni di dollari, che corrispondono a circa 63 centesimi per dollaro guadagnato attraverso gli investimenti dei depositi, sono stati spesi per coprire i costi di distribuzione e di transazione. Le entrate totali, sommate ai proventi dalle riserve, hanno raggiunto 770,2 milioni di dollari, con i costi di distribuzione che hanno rappresentato quasi il 60% dei guadagni ottenuti.
Per Circle, il “Ricavo Meno i Costi di Distribuzione” (RLDC) è una metrica fondamentale, che viene condivisa con gli investitori insieme ai risultati trimestrali e all’utile netto. La società segnala quindi che esiste un rendimento, ma per ottenerlo è necessario affrontare i costi legati all’accesso alle piattaforme.
Il Meccanismo di Generazione delle Entrate
Il funzionamento delle stablecoin è piuttosto semplice: gli utenti possono depositare dollari o convertire criptovalute in stablecoin. A questo punto, l’emittente mantiene tali risorse sotto forma di riserve, prevalentemente investite in titoli del Tesoro a breve termine, per guadagnare il rendimento di mercato. Nonostante il tasso di rendimento delle riserve per Circle sia diminuito al 3,8% – in calo di 68 punti base rispetto all’anno precedente – le entrate dalle riserve sono aumentate, grazie a un raddoppio della quantità media di USDC in circolazione, che è passata da 38,1 miliardi a 76,2 miliardi di dollari.
La crescita delle dimensioni ha superato il calo nei tassi di interesse. Questo è essenziale per comprendere l’aumento del 52% dei costi di distribuzione su base annua, con Circle che ha specificato che tale aumento è dovuto a “maggiore spese di distribuzione”.
La Dinamica del Margine e dei Costi
Oltre ai costi di distribuzione e transazione, il margine di riserva netto di Circle si è assestato al 37% nel quarto trimestre. Questo significa che la società è riuscita a trattenere circa 0,37 dollari per ogni dollaro di rendimento lordo delle riserve, mentre il resto è stato destinato ai partner di distribuzione.
È importante notare che i pagamenti di distribuzione non sono semplicemente spese fisse; bensì, rappresentano dinamiche economiche negoziate che riflettono il posizionamento di mercato. Di conseguenza, essi rimangono stabili e possono potenzialmente aumentare man mano che i distributori acquisiscono sempre maggiore influenza.
Le Rischi e le Sfide di Circle
Circle ha messo in evidenza il rischio di non riuscire a “mantenere le relazioni esistenti con istituzioni finanziarie o simili” e di poter essere costretta a subire “condizioni finanziarie meno favorevoli” dai propri partner distributivi. La competizione nel settore delle stablecoin si sposta quindi dall’innovazione tecnologica alla questione dell’accessibilità: le piattaforme che controllano gli scambi, i wallet e i canali di pagamento detengono un potere significativo nel rapportarsi con gli emittenti e gli utenti.
In un contesto caratterizzato da tassi in diminuzione, se i costi di distribuzione non si riducono in modo proporzionale ai guadagni delle riserve, il margine RLDC di Circle subirà ulteriori pressioni.
Considerazioni Finali sulle Stablecoin
Le stablecoin rappresentano una particolare economia politica, poiché gli utenti forniscono capitale ma spesso non ricevono interessi. Gli emittenti guadagnano dai rendimenti delle riserve, ma gran parte di queste entrate viene trasferita ai distributori, i quali accumulano valore dall’accesso ai clienti senza dover sostenere rischi finanziari.
Questa realtà solleva interrogativi legittimi: se le stablecoin sostituiscono i depositi tradizionali, perché gli utenti non ricevono interessi? E se fungono da infrastrutture di pagamento, perché i gatekeepers si appropriano di così tanto valore?
In ultima analisi, la competizione nel mercato delle stablecoin appare come una battaglia per il controllo delle infrastrutture di distribuzione, dove le relazioni fanno la differenza più della tecnologia stessa. La tendenza generale sembra orientarsi verso un numero ridotto di emittenti e un maggior potere nelle mani di distributori, con un inevitabile impatto sui margini.
