L’attività della rete Bitcoin ha mostrato segni di indebolimento per sei mesi consecutivi. Tuttavia, questo calo non si riflette in uno degli indicatori principali che gli investitori seguono più da vicino.
Partecipazione in calo
Il segnale più evidente non è il volume delle transazioni, che rimane relativamente stabile, ma piuttosto il numero di indirizzi univoci attivi sulla rete. Anche se il numero di transazioni continua a rimanere costante, meno indirizzi partecipano alle attività on-chain. In un contesto di mercato dove il prezzo è sempre più influenzato da fondi negoziati in borsa (ETF) e derivati, questa diminuzione della partecipazione suggerisce una contrazione dell’attività on-chain di Bitcoin, anche se la sua esposizione al mercato continua ad essere presente in altri modi.
Aumento della debolezza della rete
Questa tendenza di indebolimento è diventata sempre più evidente con il perdurare di un mercato ribassista. Secondo i dati forniti da Glassnode, il numero di indirizzi attivi di Bitcoin è sceso da circa 778.680 a metà agosto 2025 a circa 535.942 al 23 febbraio, registrando una diminuzione del 31%. Anche CryptoQuant ha confermato l’abbassamento dell’attività di rete, caratterizzando questo periodo come uno di prolungata debolezza nella partecipazione on-chain.
Discordanza nel numero di transazioni
Nonostante la diminuzione degli indirizzi attivi, il conteggio delle transazioni di Bitcoin non ha registrato un calo corrispondente. A metà agosto 2025, la media delle transazioni era di circa 444.000 al giorno, con una media di 439.000 nelle ultime quattro settimane. Questo nonostante le fluttuazioni giornaliere che oscillano tra 289.000 e 702.000 transazioni. Questa divergenza è significativa poiché indica che un numero limitato di attori sta generando un volume di transazioni relativamente elevato.
Attività on-chain concentrata
La stabilità nel volume delle transazioni, insieme alla diminuzione degli indirizzi attivi, suggerisce che una cerchia ristretta di attori stia effettuando la maggior parte delle transazioni. Ci sono diverse motivazioni per cui questo accade: ad esempio, i cambi e i custodi possono aggregare i prelievi, o i grandi investitori possono consolidare i trasferimenti. Di fatto, Bitcoin continua a funzionare come rete attiva, ma è meno rappresentativa di un coinvolgimento diffuso da parte degli utenti.
Un contesto allarmante per il futuro
Santiment ha fornito una prospettiva ancora più ampia, rivelando che dal febbraio 2021 il numero di indirizzi univoci che effettuano transazioni è diminuito del 42% e che il numero di nuovi indirizzi creati si è ridotto del 47%. Questa diminuzione non implica che le criptovalute siano destinate a scomparire, ma suggerisce una divergenza negativa nel 2025, in cui il mercato di capitalizzazione cresce mentre le metriche di utilizzo di Bitcoin vanno deteriorandosi.
Commissioni di transazione in calo
Le commissioni di transazione sono diventate un indicatore ulteriore di scarsa domanda. Secondo i dati di mempool.space, le commissioni medie recenti si attestano intorno a $0,24, ben al di sotto dei precedenti picchi. Questo implica una bassa raccolta di entrate derivanti da commissioni, rispetto al sussidio del blocco di circa 450 BTC al giorno, suggerendo che, sebbene la rete non sia immediatamente a rischio di sicurezza, si trova comunque in una situazione precaria a lungo termine.
Impatto del contesto macroeconomico
Il quadro macroeconomico sta contribuendo a spiegare la persistenza di queste tendenze. Bitcoin viene sempre più visto come un asset sensibile agli sviluppi macroeconomici, il che ha portato a un abbassamento dell’attività di trading sia da parte degli investitori al dettaglio che di quelli istituzionali. Quest’ultimi sembrano preferire di mantenere la loro esposizione tramite strumenti finanziari come gli ETF, piuttosto che trasferire fisicamente Bitcoin sulla blockchain.
Un futuro incerto per Bitcoin
La rilevanza di Bitcoin come prodotto finanziario in un contesto istituzionale sta crescendo, mentre il suo utilizzo diretto sulla rete sembra diminuire. Questo cambiamento richiede un’analisi attenta sulla direzione futura della rete e del suo ecosistema, specialmente in un ambiente dove il coinvolgimento degli utenti è sempre più limitato.
