Ethereum Staking: Boom di domanda, Prezzo sotto pressione.

By Coinsider.it · 9 Febbraio 2026

La domanda di staking di Ethereum ha superato le aspettative, con oltre 4 milioni di ETH pronti per essere coinvolti nel processo. Le richieste di uscita, d’altra parte, restano incredibilmente basse. Questo fenomeno suggerisce una convinzione robusta nel lungo periodo, una scarsità intrinseca e una partecipazione crescente alla rete, nonostante i recenti ribassi dei prezzi, che sono scesi sotto i 2.000 dollari.

Squilibrio tra Entrate e Uscite

La situazione attuale dello staking di Ethereum rivela un chiaro squilibrio: la coda di entrata mantiene 4,05 milioni di ETH, mentre le richieste di uscita si attestano a soli 38.000 ETH. Tale disparità evidenzia una domanda predominante. Gli investitori preferiscono non liquidare i loro asset a favore di un rendimento a lungo termine, mostrando il loro impegno verso la rete. L’attesa di circa 70 giorni per iniziare a fare staking indica che le attuali capacità di protocollo non sono sufficienti a soddisfare la domanda, mentre le uscite vengono normalmente evase in breve tempo, segnalando che non ci sono timori di panico.

Impatto sulla Circolazione di ETH

Questa dinamica contribuisce a una riduzione dell’ETH disponibile, limitando così qualsiasi pressione di vendita immediata. Quando si considera anche il meccanismo di “burn” di Ethereum, la scarsità diventa ancora più pronunciata. Di conseguenza, l’ETH in staking viene effettivamente tolto dalla circolazione, apportando sostegno a un possibile rialzo futuro.

Attività di Rete e Flussi di Capitale

Nonostante l’utilizzo della rete Ethereum rimanga forte, con un numero medio di 1,1 milioni di transazioni in 14 giorni, questo non è sufficiente per contrastare i recenti cali di prezzo o le vendite a breve termine. La partecipazione degli investitori al dettaglio è diminuita, come dimostrano gli open interest sui futures, che sono scesi da 26,3 miliardi di dollari a 25,4 miliardi di dollari in un solo giorno. Quindi, l’attività nella rete, pur robusta, sta subendo la pressione dei flussi di capitale in calo, causando una compressione temporanea dei prezzi.

Vendite a Breve e Offerta di ETH

Recentemente, i grandi detentori hanno incrementato la pressione di vendita a breve termine. Trend Research, ad esempio, ha liquidato 170.033 ETH, mentre figure del settore come Vitalik Buterin e Stani Kulechov hanno venduto quantità minori. Questa attività ha portato a un aumento dell’offerta, nonostante una domanda di mercato più debole. BitMine Immersion Technologies detiene attualmente 4,28 milioni di ETH, di cui 2,9 milioni sono in staking, generando un reddito annualizzato stimato di 188 milioni di dollari. Pertanto, lo staking contribuisce a ridurre l’offerta liquida, mantenendo però un supporto a lungo termine.

Flussi di ETF Spot ETH e Rischi di Liquidazione

Nel mondo degli ETF Spot ETH, sono stati registrati deflussi di 80,79 milioni di dollari, con il FETH di Fidelity che rappresenta 55,78 milioni di dollari. Questi deflussi suggeriscono che le vendite passive continuano a esercitare pressione sull’offerta, senza segni immediati di inversione.

Per quanto riguarda i rischi di liquidazione, i dati sui derivati mostrano che il livello critico si trova tra 1.509 e 1.800 dollari. Le posizioni a leva potrebbero causare vendite forzate se i prezzi dovessero ulteriormente scendere. Al contempo, si sta assistendo a un accumulo selettivo da parte degli investitori a lungo termine, che approfittano dei ribassi per acquistare. Se le vendite persistono, l’ETH potrebbe testare livelli compresi tra 1.500 e 1.800 dollari, ma lo staking e l’elevato utilizzo della rete potrebbero fornire un supporto graduale, contribuendo alla stabilizzazione a lungo termine della scarsità.