L’ex Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha recentemente suscitato polemiche con le sue dichiarazioni riguardo alla grazia concessa a Changpeng Zhao, il fondatore di Binance. Durante un’intervista, Trump ha espresso la sua opinione sulla questione, suscitando forti reazioni.
Le Dichiarazioni di Trump
In un’intervista ravvicinata, Trump ha minimizzato la sua conoscenza di Zhao, sostenendo di aver deciso di concedergli la grazia perché ritiene che il suo caso sia frutto di una “caccia alle streghe orchestrata da Biden”. Interrogato dalla giornalista sul motivo per cui avesse liberato qualcuno di cui non aveva alcuna familiarità, Trump ha dichiarato: “Ecco, non ne so nulla, perché sono troppo occupato a fare altro… I miei figli se ne occupano. Sono contento che lo facciano, perché probabilmente è un’ottima industria, la crypto. Penso sia positivo. Sapete, loro gestiscono un’attività, non fanno parte del governo”.
La Questione della Corruzione
Durante l’intervista, Trump si è sottratto a una domanda relativa a potenziali conflitti di interesse, nonostante la crescente presenza della sua famiglia nel settore delle criptovalute. Alla richiesta di chiarire, ha risposto: “Non sono preoccupato. Preferirei che non facesse questa domanda”. Questa risposta ha destato preoccupazioni tra i critici, che vedono una connessione tra le attività della famiglia Trump e il perdono concesso a Zhao.
Le Reazioni al Perdono
La decisione di Trump di graziare Zhao ha immediatamente scatenato reazioni scettiche da parte di diversi esponenti politici, i quali hanno criticato la mossa sostenendo che non fosse appropriata. D’altro canto, Zhao ha risposto con fermezza, accusando i politici di distorcere la situazione. Ha invitato i critici a ritrattare le loro affermazioni o a prepararsi ad affrontare conseguenze legali.
La Risposta Legale di Zhao
I legali di Binance hanno chiarito che la minaccia di diffamazione lanciata da Zhao non ha fondamento, sottolineando che le affermazioni pubblicate erano veritiere e basate su informazioni ampiamente disponibili. In una dichiarazione ufficiale, hanno dichiarato: “Il post è vero sotto ogni aspetto e quindi non può essere diffamatorio. Ha rappresentato accuratamente fatti disponibili al pubblico e ampiamente riportati. L'”accusa” riguarda la colpevolezza di Zhao, per la quale Trump lo aveva appena graziato”.
