Crypto Vs. Banche: Ordonanza USA contro la “debankizzazione”

By Coinsider.it · 5 Agosto 2025

Un’ordinanza presidenziale in arrivo potrebbe trasformare in modo significativo le dinamiche tra istituti bancari e imprese del settore delle criptovalute negli Stati Uniti. Questa misura è progettata per punire le banche che decidono di chiudere i conti dei clienti per motivi politici o discriminano aziende legate agli asset digitali.

Obiettivi dell’ordinanza

L’ordinanza assegna alle autorità bancarie il compito di investigare su possibili trasgressioni dell’Equal Credit Opportunity Act, delle normative antitrust e della legislazione sulla protezione dei consumatori da parte delle banche e altre istituzioni finanziarie. Le conseguenze per le banche che non rispettano queste direttive potrebbero includere sanzioni pecuniarie, ingiunzioni e misure disciplinari varie.

Il fenomeno della debankizzazione

Negli ultimi anni, il fenomeno della “debankizzazione” — ovvero la chiusura di conti bancari per motivi non finanziari — è diventato sempre più evidente. Politici e attori del settore crypto hanno espresso preoccupazione riguardo alla loro esclusione dai servizi bancari, talvolta motivata da ragioni politiche.

La posizione delle banche

Le banche giustificano le loro decisioni sostenendo di dover affrontare rischi legali, normativi e finanziari, in particolare per quanto riguarda il rispetto delle normative antiriciclaggio. Tali normative conferiscono agli istituti un ampio margine di manovra nel controllare gli asset dei loro clienti. Un portavoce di Bank of America ha sottolineato come la banca stia lavorando attivamente con le autorità e il Congresso per ottimizzare il quadro normativo.

Un cambiamento nella regolamentazione

Nel periodo dell’amministrazione Trump, le autorità di vigilanza bancaria avevano già smesso di considerare “il rischio reputazionale” dei clienti, un passo che era stato accolto favorevolmente dall’industria delle criptovalute. Questo nuovo intervento rappresenta quindi una rottura rispetto alle politiche di vigilanza bancaria degli anni passati, proponendosi di tutelare gli interessi del settore crypto contro presunti atti discriminatori del sistema finanziario.

Casi di debankizzazione

Numerosi casi hanno messo in evidenza come esperti e aziende crypto siano stati vittime di chiusure delle loro posizioni bancarie. Brian Armstrong, CEO di Coinbase, ha ricevuto comunicazione da JPMorgan Chase riguardo alla chiusura dei conti di clienti la cui principale fonte di reddito era costituita da criptovalute. Anche Sam Kazemian, fondatore di Frax Finance, ha riportato simili esperienze. Inoltre, figure di spicco come Caitlin Long, Tyler Winklevoss e Charlie Shrem hanno anch’essi denunciato episodi di “debankizzazione”. Nel 2024, Elon Musk ha rivelato che 30 fondatori di aziende tecnologiche hanno segnalato la chiusura dei loro conti in modo segreto.

Scetticismo e opportunità nel settore

Nonostante ci siano stati segnali di apertura verso alcuni ambiti specifici come le stablecoin, rimane un certo grado di scetticismo tra le banche riguardo agli asset digitali decentralizzati. Tradizionalmente, le banche generano profitti prestando il denaro dei clienti e pongono restrizioni sull’uso dei fondi. Le criptovalute, con la loro struttura peer-to-peer e la maggiore libertà finanziaria che offrono, rappresentano un modello diametralmente opposto a questo approccio.