Il Ministero della Giustizia neozelandese sta elaborando un piano per vietare gli sportelli automatici di criptovalute, come parte di una revisione approfondita delle normative nazionali riguardanti la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo (AML/CFT). Questa iniziativa rappresenta una fase fondamentale in una strategia più ampia destinata a rafforzare le leggi contro la criminalità finanziaria, mentre si cerca di ridurre gli oneri legislativi per le imprese in regola.
Annuncio e Obiettivi del Governo
Il 9 luglio, l’Onorevole Nicole McKee, Ministro Associato della Giustizia, ha confermato l’intenzione del governo di introdurre nuove legislazioni per potenziare le capacità di indagine delle forze dell’ordine e delle autorità di regolamentazione. Il disegno di legge, in arrivo, avrà come focus la “seria criminalità finanziaria”, con l’obiettivo di complicare il trasferimento di fondi nell’ambito dell'”economia digitale”.
McKee ha dichiarato: “Il nostro governo è determinato a colpire i criminali, senza gravare le aziende legittime con inutili complicazioni burocratiche… [Stabiliremo] un nuovo regime di controllo delle sanzioni finanziarie e lanceremo un’iniziativa per un prelievo sostenibile, necessario per finanziare il miglioramento del sistema AML/CFT”.
Il Divieto degli ATM di Criptovalute
Un aspetto centrale delle riforme proposte è il divieto degli sportelli automatici di criptovalute, poiché le autorità ritengono che vengano frequentemente utilizzati per convertire denaro illegale in asset digitali. McKee ha spiegato che la chiusura di questi ATM interromperebbe una delle modalità più comuni di riciclaggio di denaro tramite criptovalute.
Con 221 sportelli attivi, la Nuova Zelanda occupa attualmente l’ottavo posto a livello mondiale per il numero di ATM di criptovaluti. L’implementazione di un divieto potrebbe quindi smantellare completamente questa rete.
Contesto Internazionale e Altre Misure
Questa decisione si inserisce in un contesto internazionale volto a limitare l’accesso agli sportelli automatici di criptovalute per contrastare i flussi di denaro illeciti. Recentemente, la Germania ha confiscato 28 milioni di dollari da ATM di criptovalute illegali, mentre l’Australia e alcuni stati degli Stati Uniti, come il Nord Dakota, hanno introdotto normative più rigorose per combattere frodi e abusi legati a queste tecnologie.
In aggiunta al divieto degli ATM di criptovalute, la Nuova Zelanda prevede di limitare i trasferimenti internazionali di denaro contante a un massimo di 5.000 dollari. Questo provvedimento ha l’obiettivo di contenere le somme di denaro trasferite all’estero in un’unica transazione, rendendo più difficile per le organizzazioni criminali spostare grandi quantità di denaro senza destare sospetti.
Modifiche alle Normative di Conformità
Le proposte di riforma includono anche l’adattamento dei requisiti di conformità AML/CFT per le imprese legittime, mirando a consentire alle autorità di focalizzare le proprie risorse su entità considerate a maggior rischio.
McKee ha ribadito che questi cambiamenti sono progettati per allineare la Nuova Zelanda agli standard internazionali, migliorando le capacità del paese di prevenire la criminalità finanziaria. “Dal 2019, il panorama finanziario e normativo globale è cambiato significativamente. È fondamentale avere un sistema AML/CFT più reattivo e agile, capace di ostacolare i tentativi dei criminali di riciclare denaro, mentre supporta le imprese neozelandesi nel funzionare in modo efficiente e competitivo,” ha concluso McKee.
